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sabato 11 dicembre 2010

Per favore non pippate in corsia; la circolare dell’Ospedale di Lecce ai medici….perchè fuori va bene??

Una circolare interna bacchetta, con una leggera pacca sulla spalla il personale medico e lo prega di non fare uso di cocainain corsia durante le ore di servizio. L'ha inviata il Direttore Sanitario dell'ospedale 'Santa Caterina Novellà di Galatina Giuseppe De Maria. L'invito, che sembra uno scherzo di carnevale in anticipo, è stato rivolto dopo alcune segnalazioni anonime giunte alla direzione sanitaria dell’Ospedale. Nella circolare, inviata per conoscenza anche allo psicologo del lavoro, si fa riferimento al presunto utilizzo di cocaina, in dosi tali da alterare le capacità lavorative. «Questo ufficio - si legge nella circolare - è pertanto tenuto a richiamare chi eventualmente ne facesse uso, ad astenersi durante il lavoro e ad intraprendere un idoneo programma di disintossicazione. Stante il tipo di sostanza, non dovrebbe essere così difficile. Un periodo di riposo e l'eventuale supporto dei nostri servizi a ciò dedicati - conclude la circolare - potrebbe giovare». Ma se l’uso di cocaina si consuma fuori dal nosocomio va bene?
Fonte: Leggo

martedì 7 dicembre 2010

Vende la nipote di diciassette anni per pagarsi la cocaina

Una ragazza diciassettenne di Roma, figlia di una coppia di tossicodipendenti, dopo essere entrata ed uscita da diverse comunità aveva ottenuto di poter vivere con la zia Giuseppina in un appartamento della capitale. La zia si è rivelata, in realtà, un ‘aguzzina; ha letteralmente venduto la giovane per una dose di cocaina; la donna è morta e l’uomo che ha comprato la ragazza, Franco Pappalardo, è sotto processo e rischia 10 anni di carcere per stupro. L’uomo, secondo il Messaggero, si è sempre dichiarato innocente negando le accuse di violenza sessuale. La vittima, tuttavia, lo ha riconosciuto tra le foto segnaletiche ed ha ricostruito tutta la vicenda. La zia si mise in contatto con Pappalardo che la raggiunse nell’appartamento dove viveva con la nipote e la costrinse a subire le violenze dell’uomo, per saldare un debito dovuto all’acquisto di cocaina. Le indagini partirono perché la giovane raccontò tutto ad una suora che informò l’assistenza sociale. L’uomo si trova ora agli arresti domiciliari. Speriamo che si arrivi ad una condanna esemplare perché non ci si abitui a pensare che lo stupro di una donna è un reato minore, perché non si creda di poter stuprare una donna ed uscire dal carcere dopo 6 mesi, perché le donne non abbiano paura a denunciare gli stupri, perchè gli uomini imparino ad aver paura ad abusare delle donne.