martedì 28 dicembre 2010

Piccola Alba

Esiste il perdono dopo la morte
Esiste il pentimento
E la resurrezione?
La tua gamba, piccola alba,
La ricordi mentre non si muoveva più
O mentre eri a terra tra i primi dolori?
Ti ho spinto io ,piccola alba,
Sul suolo della mia vanità
Come se possedessi braccia tanto forti
Da spazzare al suolo ogni silenzio.
La ricordi la pagliuzza nell’occhio, piccola alba,
E la trave negli sguardi degli altri?
Con quella trave ho costruito la tua croce
E sotto di essa i continui sussurri del passato
Tiravano a sorte per le tue vesti.
Vi sarà perdono dopo la morte?
E vi sarà resurrezione?
Nei tuoi sorrisi hai visto il mio pentimento, piccola alba,
O solo io ho visto che era possibile
E forse da solo ho visto che potevo ravvedermi
E che ognuno di noi aveva un occhio trafitto.
È colpa mia per ogni mormorio
Mia colpa perché chiudevo le porte
Mia colpa perché sono un  figlio
Mia grandissima colpa
perché avevo orecchi per non intendere
e occhi per non comprendere.
Dimmi, piccola alba,
esiste il perdono quando si muore
e bastano preghiere per il pentimento?
Non ho portato la tua croce fino all’ultimo giorno
E ti ho soltanto lavato gli occhi dalla solitudine
Forse ho accorciato un po’ la noia
E ti ho soltanto reso bella per la bara.
Quanta gratitudine ho guadagnato?
E chi mi dava la certezza di un perdono
Mentre tu riconoscevi che mi abbandonavano?
La vecchiaia che sostiene la giovinezza nell’ingiustizia
È una madre che ama solo suo figlio
E nessuno lo vedeva,
troppe travi e due sole pagliuzze
e tu mi consolavi ogni sera d’estate.
Solo chi possiede il perdono
Può pensare che la prima solitudine
È più dolorosa dell’ultima
Solo chi crede nel ravvedimento
Ha un funerale senza pianti sinceri
E poche meschine persone.
Ti piange solo chi ha una pagliuzza nell’occhio
e chi ha tolto la trave.
Puoi perdonarmi dopo la morte, piccola alba,
puoi ascoltare il mio ravvedimento?
O forse basta un sorriso al pensiero che passi la corriera
O il mio nome e un sorriso prima di morire?

Il viaggiatore incantato

3 commenti:

  1. Non commento mai le poesie, sono pura esperienza estetica e temo di riportarle a una dimensione materiale circoscrivendole con parole. Dico solo che mi è sembrata intensa e grave, un plauso all'autore.

    RispondiElimina
  2. il viaggiatore incantato28 dicembre 2010 11:13

    Sono felice che tu l' abbia vissuta intensa e grave proprio come l'ho vissuta io.
    Grazie
    Il viaggiatore incantato.

    RispondiElimina
  3. L'intensità del canto viene dall'animo dell'uomo e mi ha particolarmente toccata; la gravità appartiene al poeta che sento più lontano. Bravo!!!!!

    RispondiElimina