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martedì 7 dicembre 2010

Vende la nipote di diciassette anni per pagarsi la cocaina

Una ragazza diciassettenne di Roma, figlia di una coppia di tossicodipendenti, dopo essere entrata ed uscita da diverse comunità aveva ottenuto di poter vivere con la zia Giuseppina in un appartamento della capitale. La zia si è rivelata, in realtà, un ‘aguzzina; ha letteralmente venduto la giovane per una dose di cocaina; la donna è morta e l’uomo che ha comprato la ragazza, Franco Pappalardo, è sotto processo e rischia 10 anni di carcere per stupro. L’uomo, secondo il Messaggero, si è sempre dichiarato innocente negando le accuse di violenza sessuale. La vittima, tuttavia, lo ha riconosciuto tra le foto segnaletiche ed ha ricostruito tutta la vicenda. La zia si mise in contatto con Pappalardo che la raggiunse nell’appartamento dove viveva con la nipote e la costrinse a subire le violenze dell’uomo, per saldare un debito dovuto all’acquisto di cocaina. Le indagini partirono perché la giovane raccontò tutto ad una suora che informò l’assistenza sociale. L’uomo si trova ora agli arresti domiciliari. Speriamo che si arrivi ad una condanna esemplare perché non ci si abitui a pensare che lo stupro di una donna è un reato minore, perché non si creda di poter stuprare una donna ed uscire dal carcere dopo 6 mesi, perché le donne non abbiano paura a denunciare gli stupri, perchè gli uomini imparino ad aver paura ad abusare delle donne.